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  • Date: Gennaio 7, 2019
  • Author: matteoterracciano
  • Category: Uncategorized
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Sognavo un viaggio nel Marocco del sud da sempre; mi immaginavo un viaggio intenso ed una cultura ricca e coinvolgente, otto giorni fra le città imperiali, il deserto del sahara e la magnifica e colorata marrakech.

Giorno Uno

Il nostro viaggio inizia proprio a Marrakech, dove siamo atterrati con un volo diretto da Milano Malpensa, la prima tappa del nostro viaggio è Ouarzazate, la prima delle città imperiali che si incontra sulla via per il deserto del Sahara subito dopo oltrepassati i monti dell’Alto atlante.

Recuperata l’automobile dall’aeroporto di Menara, inizia il nostro viaggio di 196 km fra le alte cime ed i stretti valichi dell’Atlante; la calda luce del sole a mezzogiorno infrange la roccia colorando la terra di un Rosso fuoco, la vegetazione Verde delle oasi contrasta con la terra creando uno scenario mozzafiato, il paesaggio è principalmente desertico subito al di fuori dei centri abitati ma non mancano mai i piccoli ristori dove è possibile assaggiare il tipico Tajine cotto ai bordi della strada.

Sulle vie dell’atlante si possono trovare camion pieni zeppi di materiale o bestiame che ripercorrono la rotta carovaniera fra la città di Marrakech ed il deserto del Sahara.

Arriviamo quindi a Ouarzazate per la notte a causa del traffico intenso sul valico dell’atlante dovuto ad un crollo della carreggiata a causa della pioggia; le piogge in Marocco sono molto sporadiche, ma intense proprio all’ora di pranzo una pioggia passeggera ha fatto crollare dei detriti sulla strada costringendoci a tornare indietro per chiedere informazioni su una strada alternativa per poter arrivare al nostro albergo a Ouarzazate, ma il ragazzo del ristoro ci ha detto di aspettare li poiché la strada in caso di crollo viene ripristinata in massimo due ore (cose da non credere)!.

Infatti dopo due ore esatte siamo riusciti a passare l’Atlante, arrivati quindi a Ouarzazate più tardi del previsto decidiamo di Attendere il mattino successivo per visitare la  Kasbah Taourirt.

Giorno Due

Abbiamo iniziato la nostra esplorazione a piedi fino alla Kasbah Taourirt, passando il per il corso principale della città ed attraverso il Souk; La Kasbah è tipica costruzione fortificata di una città Araba costruita con Fango e Paglia, è una delle migliori conservate di tutto il Marocco ed era appartenuta alla famiglia berbera degi Galoui i quali la abitarono fino agli anni 30, ora è visitabile sia il cortile che le stanze interne ancora decorate con stucchi  e Zellige.

Davanti alla Kasbah Taourirt, potetre trovare il Museo del cinema, Ouarzazate è tipico il riferimento agli studi Atlas, dove sono stati girati numerosi film di successo, come il Gladiatore; personalmente ho trovato il  luogo un po’ troppo commerciale ed abbiamo quindi deciso sotto consiglio del nostro bed & breakfast di visitare l’oasi di Fint, a 20Km da Ouarzazate.

L’oasi è posta nel bel mezzo del deserto tant’è che per raggiungerla la strada è perlopiù sterrata, appena arrivati un gruppo di ragazzi ci blocca chiedendoci se vogliamo visitare l’Oasi offendosi come guida per i villaggi, Mohamed mi spiega che l’oasi è composta da sette villaggi dove tutti vivono come un’unica famiglia, l’oasi di Fint ha una parte nuova ed una parta abbandonata poiché il monte che la sovrasta è crollato, costringendo gli abitanti a spostarsi nell’altra parte del fiume, Mohamed durante il nostro viaggio all’interno dell’oasi mi fa vedere in che modo viene fatto il pane, le coltivazioni di Orzo, le donne che lavano i panni nel fiume mentre i bambini giocano a palla.

E’ il momento di ripartire alla volta di Thinghir 180km da FInt facendo tappa alle gole del Dades, qui il rosso della terra di fa molto più intenso di come lo avevamo trovato nell’Atlante ed il contrasto con  il verde delle oasi rende il paesaggio magico.

Arrivati a Thinghir ci aspetta una notte in una Kasbah ed una cena berbera in tenda.

Giorno Tre

Finalmente il giorno che più aspettavamo, dormire in una tenda berbera nel deserto del Sahara, la sveglia è molto presto, 200km ci separano da Merzouga, il check point dove prendere i cammelli per entrare nell’erg Chebbi, uno dei due deserti composti di dune di sabba del marocco.

Lungo la via decidiamo di fare tapa ad Erfoud, quindi Rissani per giungere a merzouga, putroppo a causa delle piogge, la strada ad Erfoud era bloccata e quindi siamo stati costretti a ritornare indietro sull’altra delle due strade principali che collegano Merzouga a Thinghir, questo ha allungato il nostro tragitto di qualche ora, stanchi dalle ore di macchina sotto il sole cocente del deserto arriviamo finalmente a Rissani dove possiamo ammirare la volta dell’arco all’entrata della città, un sguardo veloce perché Raid ci aspetta a merzouga per il nostro camel ride fra le dune del deserto.

Arrivati a Merzouga Raid di aspetta accogliendoci in casa,  per offrirci del te, ci spiega che considerato il caldo è meglio non partire prima delle sei, in modo da poter vedere il tramonto sulle dune di sabbia prima di arrivare al campo tendato.

E’ segno di ospitalità per il popolo marocchino offrire del tè ai propri ospiti, vi verrà offerto di continuo ed è maleducazione non accettarlo, il tè marocchino è una miscela di te verde e menta, una delizia per il palato nonostante i 45 gradi all’ombra in Agosto.

Successivamente si parte per il camel ride, 45minuti di cammello fra le dune, durante il tramonto, vedere il sole che tramonta fra le dune del deserto colorata d’oro è stata una delle esperienze più belle della mia vita, al campo tendato ci aspetta una cena berbera, ed un falò sotto le stelle accompagnata dalla musica dei tamburi dei berberi.

Giorno Quattro

Non potevamo dopo di certo perderci l’alba nel deserto, la sveglia è alle 5,30 Abdelaziz mi mostra che la linea dove sta sorgendo il sole è il confine con l’Algeria, non ricorda il mio nome mi chiama semplicemente “Italiano”, nel deserto le attività sono molteplici ma optiamo per una giornata di relax, sotto l’ombra si una foglia di palma che Abdelaziz chiama  “L’afrique”.

Giorno Cinque

Il quinto giorno è stato un giorno di viaggio, 304km per arrivare a Zagora, il tempo nel deserto cambia in modo repentino e siamo passati da 45° centigradi alla pioggia,  abbiamo quindi scoperto che i fiumi nel marocco sono fiumi fossili che vengono “a galla” solo in caso di pioggia, preparatevi quindi a Guadare letteralmente il fiume con la vostra automobile poiché i ponti sono a raso del fiume e dei paletti in cemento stanno ad indicare il livello dell’acqua sopra l’asfalto, se vedete ancora il paletto significa che tutto sta andando dal verso giusto e che potete quindi proseguire sulla vostra rotta, dopo all’incirca ventuno guadi arriviamo a Zagora dove per cena ci aspetta uno dei più buoni Tajine mangiati in marocco da Sofian.

Giorno Sei

E’ giunta l’ora di tornare verso Marrakech, oltrepassando il valico di Col Du Tichka altitudine 2260metri, ma prima facciamo una tappa ad Ait-Ben-Haddou, una città fortificata conosciuta in Arabo come Ksar, situata su una collina lungo il Fiume Ouarzazate, Ait-Ben-Haddou è una città sulla rotta carovaniera fra il deserto del Sahara e Marrakech, qui si trovano princilamente granai ed abitazioni tribali, di epoca Marocchina pre-sahariana, costituiti da paglia e fango rosso, la città è costruita in cima ad una collina, in modo da dominare la vallata, in cima alla collina un granaio fortificato chiamato Agadir, che comprende anche una Moschea ad il santuario di  Sidi Ali, Ait-Ben-Haddou è un sito dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’unesco.

Dopo 185Km ritorniamo a Marrakech dove capisco subito che è meglio riportare l’auto in aeroporto, il traffico nella città è molto intenso e caotico quindi optiamo per visitare la città a piedi, il nostro Riad è proprio al centro della Medina, a due passi dalla piazza principale.

Lasciata la macchina in aeroporto ci facciamo portare da un taxi alla medina per 20Diram, stanchi ed affamati andiamo in piazza per la cena, 7diram per due persone.

Giorno Sette

La città di Marrakech non è mattiniera, la piazza che la sera prima era stracolma di persone la mattina non si riempie prim delle 10, dopo di che troviamo incantatori di serpenti, persone con le scimmie al guinzaglio dentisti, decidiamo quindi di dividere la visita della città in due parti il primo giorno dedicato ai musei ed il giorno successivo ai souk, i mercati tipici marocchini, il primo museo che andiamo a visitare è il museo dei tappeti, dove i cortili ricoperti di maioliche e le fontane al centro dei cortili rendono una pace dei sensi in contrasto con il caos della piazza.

A sud est della medina troviamo il Palazzo El Bahia un palazzo colossale di 8000m2 con 150 stanze decorate in marmo, legno e stucco di Zellige, poco più avanti le Rovine di Palazzo el Badi, dove la struttura originale era di 360 Stanze ed un cordile lungo 135m largo 110 con piscine e giardini appartenuto al sultano Sa’diano Ahmad al-Mansur al-Dhahabi nel 1578.

La nostra terza ed ultima tappa è alle Tombe Sa’diane, scoperte molto recentemente nel 1917, dove risiedono circa sessanta membri della dinastia sa’diana originaria della valli del fiume draa, il complesso è fomato da più edfici, il più famoso è quello delle dodici colonne, che contiene il sepolcro del nipode del sultano Ahmad al-Mansur al-Dhahabi.

Tornando per la via del riad possiamo ammirare solo dall’esterno il minareto della moschea della Koutobia, che non è accessibile all’interno dai non mussulmani.

Giorno otto.

Il nostro pen’ultimo giorno a Marrakech lo abbiamo deidcato allo shoppinh nei souk, i tipici mercati all’interno della medina, i souk sono divisi per genere, c’è il souk del ferro, quello delle babbucce, e quello die tappeti.

Contrattare è d’obbligo ed anche se come me non siete degli abili commercianti, a marrakech dovete farlo per forza, se vi dicono 100, molto probabilmente il prezzo giusto è la metà ☺

All’interno della medina è comune trovare persone che viaggiano con asini, o i tipici motorini.

IL pomeriggio abbiamo fatto tappa ai Giardini di Majorelle ed infine il tramonto sulla piazza principale Jamaa el Fna che è d’obbligo, la piazza cambia aspetto durante la giornata, il pomeriggio è un mercato all’aperto, pieno di chiromanti, erboristi, cavadenti, suonatori, incantatori di serpenti, ammaestratori di scimmie, al tramonto si colora di rosso, ed è uno spettacolo davvero suggestivo.

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